La penna va…

Ogni tanto penso che siano armi
Le mie armi bianche, per non fare male
Una penna, un foglio, io
La mano parte
Libera e leggera
Come un ciuffo di capelli che litiga col vento
Come un’anima inquieta che si arrende al proprio tormento
Come una sottile linea nera che custodisce il sentimento
Nasi, occhi, capelli, anima
Tutto nel profilo di un volto, che contiene più di quel che fa vedere
Una linea sottile, che parte, ma non sa dove vuole arrivare, perché niente la sa fermare.